SEO: la guida definitiva all'ottimizzazione - Nextre Digital
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SEO: la guida definitiva all’ottimizzazione

Prima di andare al sodo con la guida SEO, facciamo una premessa.

Per far sapere che sei online devi prima di tutto farti trovare.

Se vuoi una risposta, se desideri acquistare un prodotto o un servizio, la prima cosa che fai oggi è interrogare il motore di ricerca. Dopodiché, prendi in considerazione i primi risultati che il web ti propone.

Quindi, alla domanda: come faccio ad essere presente proprio tra quei primi risultati su cui i consumatori cliccano?

La risposta è: con la SEO!

Che cosa significa?

  • Che cosa vuol dire fare SEO?
  • Quali sono le attività SEO?
  • Cosa sono l’indicizzazione e il posizionamento?
  • Quanto costa indicizzare un sito?
  • Come aumentare la visibilità online?

Queste sono solo alcune delle mille e più domande che il semplice acronimo SEO riesce a scatenare nella mente delle persone.

In questa guida SEO troverai tutte le risposte. Si tratta di una guida completa in cui parleremo di questa disciplina in tutte le sue sfaccettature.

Scriviamo in quanto team di Nextre Digital, agenzia SEO specializzata, e con il desiderio di aiutare i clienti che sceglieranno di collaborare con noi a familiarizzare con i termini e le strategie che ritroveranno nel loro piano personalizzato.

Intraprendere un percorso di consulenza SEO è l’unico modo in cui otterrai il posizionamento garantito su Google, aumenterai la tua visibilità e accrescerai i tuoi risultati di business.

Quindi, anche se è un mondo in continua evoluzione, inizia a farti l’orecchio con i termini tecnici e a scoprire le nozioni di base per affrontare al meglio l’ottimizzazione del tuo sito web.

Questa guida è lunga proprio perché non abbiamo voluto tralasciare niente, quindi prenditi il tempo necessario o salva l’articolo per continuare a leggerlo in seguito.

E ora, iniziamo!

Cos’è la SEO

SEO sta per Search Engine Optimization, ovvero “ottimizzazione per i motori di ricerca”.

Si tratta di un insieme di pratiche e attività specifiche volte a rendere il tuo sito web, e ogni sua pagina, di facile lettura per i motori di ricerca. Lo scopo ultimo è il posizionamento organico del sito tra i primi risultati della SERP. Questo serve per aumentare la quantità e la qualità del traffico verso il tuo portale online.

In parole semplici, se gli utenti trovano te sul web quando fanno le loro ricerche e con i tuoi contenuti saprai rispondere con precisione fornendo le informazioni che stanno cercando, loro decideranno di comprare i tuoi prodotti o servizi.

In questo modo l’ottimizzazione ti porta un maggior numero di potenziali clienti che potrai convertire in clienti effettivi, aumentando le tue vendite.

Ma per poter ottenere questo felice risultato, devi anche farti apprezzare dal motore di ricerca che ha il compito di decidere quali siti web o e-commerce premiare e rendere immediatamente disponibili agli utenti.

Nozioni di base per conoscere i motori di ricerca

Guida SEO motori di ricerca

Tutti conoscono Google e lo utilizzano per fare le proprie ricerche online, ma in pochi sanno come questo funziona.

Per prima cosa chiariamo che Google è un motore di ricerca, non è l’unico, anche se è quello più famoso e adoperato. Altri motori di ricerca sono Bing, Yahoo, DuckDuck Go e altri che sono molto meno conosciuti.

In generale, i motori di ricerca sono sistemi di risposta. Infatti, gli utenti inseriscono le loro domande nella barra di ricerca e il sistema fornisce delle risposte sotto forma di risultati. Lo fanno esaminando miliardi di contenuti di cui valutano vari fattori per poter determinare quali sono quelli da proporre agli utenti in modo che riescano a trovare le risposte che stanno cercando.

I motori di ricerca fanno tutto questo eseguendo un enorme lavoro di analisi e di catalogazione di tutti i contenuti disponibili in Internet: pagine web, articoli di blog, PDF, immagini, video e così via.

Di seguito una sintesi delle fasi principali che descrivono il funzionamento dei motori di ricerca:

  1. Fase di scansione (o crawling): il software robot, chiamato crawler o spider, scansiona i contenuti in rete scorrendo le pagine tramite i link;
  2. Fase di indicizzazione: il crawler archivia i dati letti e li cataloga nel database del motore di ricerca;
  3. Fase di posizionamento (o ranking): dopo essere stati analizzati i risultati della scansione vengono ordinati e restituiti sulla SERP.

Questa 3 fasi le rivedremo più avanti e le spiegheremo in maniera più approfondita.

Un’ultima cosa importante è che il motore apprende nel tempo in base ai feedback degli utenti e tramite processi di machine learning. I risultati vengono ri-analizzati e i posizionamenti aggiornati. Perciò non basta un solo e unico processo di ottimizzazione ma è necessario il mantenimento della qualità nel tempo.

Da dove puoi partire con la SEO

Fino ad ora abbiamo messo le prime basi per affrontare il nostro discorso sulla SEO. Adesso è arrivato il momento di entrare un po’ più nel merito dell’argomento.

La SEO comprende tante attività più o meno complesse e tecniche che richiedono differenti conoscenze. Oltretutto, è un mondo caratterizzato da continui cambiamenti, infatti gli specialisti della SEO sono in costante aggiornamento per imparare sempre cose nuove. Ma da quali bisogna partire?

Per chi approccia questa materia per la prima volta, o quasi, è bene muovere un passo per volta. Nei prossimi paragrafi faremo chiarezza su scansione, indicizzazione e posizionamento che troppo spesso vengono confusi.

Inoltre, vedremo la differenza tra SEO e SEM, due discipline differenti che possono anche lavorare insieme per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Quali risultati di ricerca sono quelli organici

Quando si parla di SEO, si parla di attività finalizzate a posizionare in modo organico un sito web tra i primi risultati del motore di ricerca.

Ma che cosa vuol dire “organico”?

Per “organico” si intende attività non a pagamento, cioè non è prevista l’allocazione di un budget pubblicitario, se non per particolari attività che vedremo più avanti.

In questo momento il concetto che devi fissare nella mente è che la SEO ha sicuramente dei costi per le lavorazioni e le strategie, ma non prevede pagamenti pubblicitari ulteriori.

Le tue pagine web sono considerate di qualità per le tecniche e le logiche con cui vengono realizzate e non perché paghi una quota per metterle in evidenza.

È importante ricordare che l’obiettivo del motore di ricerca è di far restare le persone il più possibile all’interno delle sue SERP. Quindi, vengono premiate sempre di più le pagine web che rispondono in maniera completa a quello che gli utenti stanno cercando.

La soddisfazione del cliente è una priorità perché più è appagato dalle risposte che trova e più volte deciderà di tornare a utilizzare il motore di ricerca.

Come ogni consulente SEO ti dirà, al contrario rispetto ai risultati a pagamento, non è possibile incentivare con un budget il motore di ricerca per ottenere visibilità. L’ordine dei risultati organici è fortemente influenzato dai fattori di ranking, cioè proprio quegli elementi che attribuiscono valore alle tue pagine.

Per aumentare il ranking del tuo sito è necessario applicare tutte le best practice SEO, ma andiamo con calma. Ti si chiariranno sempre più cose continuando la lettura di questa guida SEO.

La differenza tra scansione, indicizzazione e posizionamento

Nel paragrafo in cui abbiamo visto le nozioni base del funzionamento dei motori di ricerca abbiamo citato anche le principali 3 fasi: scansione, indicizzazione e posizionamento.

È arrivato il momento di vedere meglio di che cosa si tratta.

Partiamo dalla scansione, cioè quel processo che vede il motore di ricerca analizzare uno per uno tutti i contenuti del web, anche quelli vecchi. Per farlo utilizza i così detti crawler, chiamati anche bot o spider. Questi seguono determinati algoritmi e decidono quali siti scansionare e con che frequenza.

È un’attività fondamentale perché è così che il motore di ricerca conosce la quantità e la qualità dei contenuti e registra ogni link presente sulle pagine trovate.

Passiamo all’indicizzazione che avviene dopo il passaggio dei bot. A questo punto i contenuti vengono inseriti all’interno di un indice andando a creare un database con miliardi di pagine web. Si tratta di un vero e proprio archivio organizzato e ordinato. Queste informazioni verranno poi messe a confronto tra loro per misurare l’importanza delle pagine rispetto ad altre simili.

Dunque, una pagina è indicizzata nel momento in cui entra nell’indice del motore di ricerca ma non significa che sia tra i primi risultati.

Infine, vediamo il concetto di posizionamento, ovvero il risultato più evidente. Se l’algoritmo del motore di ricerca assegna un buon punteggio di ranking ai tuoi contenuti web, allora questi vengono posizionati in prima pagina o, addirittura, in uno dei primi posti della SERP.

Vuol dire che, secondo il motore di ricerca, i tuoi contenuti rispondono bene alle richieste degli utenti e così il tuo brand si guadagnerà l’attenzione dei potenziali clienti superando i competitor.

La differenza tra SEO e SEM

differenza tra SEO e SEM/SEA

Questi due termini, SEO e SEM, vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile, erroneamente, senza avere ben chiaro il loro significato e come differiscono.

La confusione è dovuta anche al fatto che sono strategie diverse ma correlate ed entrambe dovrebbero fare parte della tua strategia di marketing per aumentare la visibilità della tua azienda online.

I risultati di ricerca di Google o Bing dono divisi in due categorie principali: quelli organici e quelli a pagamento.

La SEO, come abbiamo visto, si focalizza sui risultati di ricerca organici.

La SEM è l’acronimo di Search Engine Marketing, il suo obiettivo è sempre quello di ottenere più traffico e visibilità ma non soltanto tramite i risultati di ricerca organica ma anche da quella a pagamento.

Quindi, ti permette di vedere i tuoi contenuti o il tuo sito web anche nell’area dei risultati di ricerca a pagamento, per esempio tramite PPC (Pay Per Click).

Perciò, la SEM è un termine più ampio all’interno del quale sono compresi la SEO e la SEA. Quest’ultimo è un campo che ha il proprio insieme di funzionalità, regole e best practice.

In linea generale, che vale sia per Google che per Bing, con il PPC fai un’offerta in denaro su una parola chiave specifica e quando qualcuno la cerca verrà visualizzato il tuo annuncio. Dopodiché, solo quando l’utente clicca sul tuo annuncio tu pagherai l’importo offerto.

Siccome questa è una guida SEO non approfondiremo tutte le funzionalità delle modalità a pagamento in questa sede, ma ci concentriamo nello specifico sui risultati di ricerca organici.

Perciò procediamo parlando dei webmaster dei motori di ricerca di Google e Bing, ovvero gli strumenti che servono per l’analisi e il monitoraggio delle attività SEO.

Le linee guida per la Search Console di Google

La Search Console è lo strumento gratuito di Google che permette di monitorare l’andamento del tuo sito web. In parole più semplici, potrai comprendere come Google vede e valuta il tuo sito e mantenere il controllo sul suo buon andamento.

Avendo visione sulla situazione del tuo sito è possibile intervenire se si dovessero riscontrare anomalie o peggioramenti nella sua buona salute o qualità.

In particolare, grazie a Google Search Console potrai:

  • Verificare se Google può accedere a tutte le pagine del tuo sito;
  • Integrare sitemap o feed;
  • Controllare per quali parole chiave il tuo portale ottiene il maggior traffico;
  • Conoscere quali siti web hanno link che puntano al tuo sito;
  • Verificare la presenza di azioni antispam o anomalie dannose per il tuo sito.

Inoltre, nelle linee guida trovi i consigli su come programmare il tuo sito in modo da renderlo idoneo alla visualizzazione da parte del motore di ricerca. Search Console fornisce informazioni sulla modalità di scansione, indicizzazione e posizionamento dei siti web da parte di Google.

Questo aiuta a monitorare e ottimizzare le prestazioni del tuo sito.

Di seguito alcuni principi base e altre cose che la Search Console di Google consiglia di evitare:

  • Le pagine devono soddisfare il motore di ricerca ma anche gli utenti;
  • Evitare i trucchi per migliorare il posizionamento;
  • Gli url devono essere il più possibile semplificati;
  • I duplicati sono da evitare;
  • Occorre ottimizzare anche immagini e video;
  • No alla generazione di contenuti in modo automatico;
  • Evitare la creazione di pagine con non contengono contenuto originale;
  • Non utilizzare parole chiave poco pertinenti.

Sono tante informazioni? Hai ragione. Ma prendi questa guida SEO come il tuo manuale per avere una panoramica su questo argomento. Per tutto il resto ti aiutiamo noi!

Linee guida per Bing Webmaster

Bing è il secondo motore di ricerca più grande al mondo. Bing Webmaster Tools (Bing WMT) è il servizio gratuito che permette di monitorare la presenza di un sito web su questo motore di ricerca. Insomma, è quello che la Search Console è per Google.

In particolare è possibile:

  • Tenere sotto controllo le prestazioni del sito;
  • Vedere per quali parole chiave è posizionato;
  • Controllare come procedono i processi di scansione e indicizzazione;
  • Inviare le nuove pagine da sottoporre all’analisi del motore di ricerca;
  • Scovare e rimuovere contenuti dannosi.

Anche Bing Webmaster Tools fornisce delle linee guida su come impostare il tuo sito affinché venga ben valutato.

Di seguito alcuni principi base e alcune cosa da evitare:

  • Fornire contenuti chiari, approfonditi e coinvolgenti;
  • I titoli delle pagine devono essere chiari e pertinenti;
  • Le condivisioni sui social sono segnali positivi e possono avere impatto sul posizionamento;
  • La velocità di caricamento delle pagine è importante;
  • Sono da ottimizzare anche i contenuti video e le immagini.
  • Evitare le tattiche di link building poco pulite;
  • No ai contenuti duplicati;
  • Non esagerare con la ripetizione della parola chiave nella stessa pagina o articolo di blog;
  • La struttura delle url deve essere chiara e comprensibile.

Le linee guida del Webmaster di Bing e della Search Console di Google hanno molti elementi in comune. Noi abbiamo cercato di metterne il più possibile per dare una panoramica quanto più vasta e completa di tutte le informazioni che forniscono questi strumenti e della loro importanza.

È importante fare riferimento alle indicazioni fornite dai tool specifici rispetto al motore di ricerca che si intende utilizzare.

Linee guida per la Local SEO

guida SEO Local

La Local SEO, o SEO locale, è il processo per aumentare la visibilità sui motori di ricerca per le attività locali, soprattutto quelle che hanno delle sedi fisiche.

I potenziali clienti trovano risultati, rispetto a quello che stanno cercando, nelle aree vicine, in questo modo le aziende possono attirare i consumatori che sono nella loro stessa zona. Stiamo parlando per esempio delle ricerche in cui gli utenti aggiungono il nome della città, per esempio “ristorante vegetariano a Milano”. Invece, nelle ricerche che non includono il nome della città, i motori di ricerca utilizzano il GPS, in caso di smartphone, per individuare l’area geografica e fornire informazioni pertinenti.

Il servizio messo a disposizione da Google per migliorare la visibilità a livello locale è Google My Business. Dà la possibilità di creare una vetrina dell’attività commerciale visibile su Google Maps, oltre che sui risultati di ricerca del brand.

Anche in questo caso esistono delle linee guida per la Local SEO che consigliano cosa fare e cosa non fare per la creazione e la gestione di queste schede.

Vediamo alcuni principi di base:

  • Per essere idoneo alla scheda My Business devi possedere un indirizzo fisico e servire clienti faccia a faccia;
  • Aggiungi tutte le informazioni inerenti alla tua attività: nome, indirizzo, numero di telefono, sito web, orari di apertura e tutte le altre eventuali funzionalità.

Adesso vediamo le cose da evitare:

  • Non creare una scheda My Business per attività non idonee;
  • Non utilizzare indirizzi fittizi al posto di quelli autentici;
  • Evita di riempire il nome della tua attività con parole chiave geografiche o si servizio.

Fare questi o altri errori simili, che siano volontari o involontari, ti può costare gravi penalizzazioni da parte di Google.

Adesso vediamo ulteriori differenziazioni per quanto riguarda la Local SEO.

In cosa sono diverse la SEO Local, la SEO Nazionale e la SEO Internazionale

Le aziende che operano a livello locale potrebbero classificarsi per parole chiave che descrivono il servizio accompagnato da “più vicino a me” oppure da “nome città”. L’obiettivo è catturare i potenziali clienti che cercano prodotti o servizi nella località in cui si trovano.

Ma per le aziende che operano a livello nazionale o, addirittura, internazionale?

Queste attività vogliono posizionarsi oltre i propri confini per andare a prendere pubblici molto più ampi.

La SEO Nazionale è simile alle Local SEO ma si concentra sul posizionamento di parole chiave con un target diverso rispetto alla SEO Local. Le strategie di SEO Nazionale permettono di creare campagne multi-città e questo ti consente di estendere il tuo raggio di azione. D’altro canto entri anche in un mercato più vasto e competitivo, perciò è indispensabile affidarsi ad un servizio di consulenza SEO che ti permette di pianificare strategie solide ed efficaci.

Infine, la SEO Internazionale è un processo di ottimizzazione del tuo sito web in modo che i motori di ricerca possano identificare i paesi che desideri scegliere come target e le lingue che utilizzi per il tuo business.

Quindi, in un certo senso, funziona come la Local SEO ma più in grande. Le attività per realizzare il targeting geografico internazionale sono principalmente tre:

  • Specificare la struttura url adatta al paese (targeting per paese);
  • Stabilire la lingua con l’uso tag di lingua (targeting per lingua);
  • Creare e gestire contenuti nella lingua del target.

Il modo in cui scegli di ottimizzare il tuo sito web dipende dal pubblico a cui hai intenzione di rivolgerti, quindi assicurati di averlo bene in mente quando crei il tuo sito e tutti i tuoi contenuti.

Adesso che ne sa un po’ di più sulla SEO proseguiamo con un argomento principe: le parole chiave.

Come funziona la ricerca delle parole chiave

La ricerca delle parole chiave, o keyword research, identifica proprio il processo di scoperta delle parole o insiemi di parole che le persone utilizzano sui motori di ricerca e che sono inerenti al tuo business.

Questa ricerca è fondamentale, sta alla base della SEO e ha un impatto su qualsiasi altra attività che verrà svolta in seguito, inclusi gli argomenti trattati e la promozione dei contenuti.

Per poterla fare bene, però, è necessario che le aziende siano a conoscenza di quali obiettivi vogliono raggiungere e di chi sono i loro clienti. Troppe volte si hanno le idee confuse su questi punti, ma sono determinanti per poter pianificare strategie SEO di successo.

Bisogna concentrarsi sul pubblico di riferimento e utilizzare le parole chiave che esso cerca in modo da raggiungerlo nella maniera più precisa possibile.

Infatti, la keyword research fornisce dati che aiutano a rispondere a queste domande:

  • Cosa cercano i miei potenziali clienti?
  • In quanti stanno cercando queste informazioni con queste parole?
  • Che tipo di contenuti desiderano trovare per avere informazioni?

La nostra esperienza come agenzia SEO ci ha portati a vedere molte aziende che volevano classificarsi con termini che non erano quelli ricercati dai loro potenziali clienti. Il problema che ne nasceva era un grande lavoro nella direzione sbagliata perché l’azienda non riusciva ad intercettare gli intenti di ricerca.

Può capitare che il tuo pubblico cerchi cose diverse rispetto a quelle che tu gli proponi.

Allora cosa devi fare?

Prima di tutto devi capire quali sono le parole che usano i tuoi potenziali clienti per trovare prodotti o servizi simili ai tuoi e poi creare contenuti migliori e mirati che li porteranno direttamente verso il tuo brand.

Quali termini cercano le persone

Come facciamo a sapere quali sono le parole che le persone digitano per trovare quello che cercano?

Il primo passo è partire da ciò che hai e che conosci, quindi il tuo business. Probabilmente hai già in mente dei termini inerenti ai tuoi prodotti, servizi o argomenti che tratti nel tuo sito web e per i quali desideri posizionarti.

Bene, prendiamo quei termini e li inseriamo in uno strumento per la ricerca delle parole chiave. Questo ci permette di ottenere una lista di keyword simili a quella che abbiamo inserito e anche i volumi di ricerca mensili per ogni parola.

Qui facciamo solo un accenno a questi strumenti che poi vedremo meglio nel paragrafo dedicato che troverai più avanti.

Dunque, dopo aver inerito le parole chiave nello strumento di ricerca avremo un’idea di quelle che vengono utilizzare in relazione a quell’argomento.

Per esempio, digitando “abiti da sera” troverai anche altre parole correlate, come: abiti da sera lunghi, vestiti da sera donna oppure uomo, abiti da sera firmati, vestiti da sera eleganti, ecc.

Queste rappresentano le ricerche che le persone fanno per quel contesto e che quindi potresti valutare per i tuoi contenuti.

Vicino ad ogni parola si vede il volume di ricerca… ma è preferibile scegliere parole con volumi alti o no?

Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

Con quale frequenza vengono cercate le parole

Abbiamo visto che i volumi di ricerca possono essere visualizzati negli strumenti utilizzati per trovare le parole chiave.

Per rispondere subito alla domanda lasciata in sospeso nel paragrafo precedente, ovvero se sono migliori volumi alti o bassi, la risposta è: dipende.

Maggiore è il volume di ricerca per una parola chiave e più traffico potenziale potresti portare al tuo sito web. È vero anche, però, che più sono alti i volumi e più lavoro è richiesto per ottenere risultati di posizionamento.

Di solito sono i grandi marchi ad avere il monopolio dei primi 10 risultati sul motore di ricerca per le parole chiave ad alto volume. Quindi potresti trovarti ad affrontare una battaglia molto dura che potrebbe richiedere anni di sforzo.

In generale, più è alto il volume di ricerca e maggiore è la concorrenza, quindi diventa maggiore anche l’impegno per ottenere successo nel ranking organico.

Tra l’altro, corri il rischio di intercettare un traffico sporco. Ad esempio: la parola “abiti” avrà sicuramente un volume molto alto ma comprende tante tipologie di abito e, magari, la tua non è presente tra queste. Un utente che atterrerà sul tuo sito non troverà ciò che cerca e invierà un segnale negativo ai motori di ricerca.

Ecco perché scegliere le parole chiave giuste diventa determinante.

In certi casi potrebbe essere più vantaggioso scegliere parole con volumi più bassi perché sono meno competitive e hai la possibilità di intercettare meglio la tua nicchia. Anche in questa situazione bisogna fare attenzione a non puntare troppo in basso perché il rischio è quello di non intercettare abbastanza utenti da portare sul tuo sito.

Arriviamo, dunque, a vedere la differenza tra le parole chiave a coda lunga e quelle a coda corta.

La differenza tra keyword a coda lunga e keyword a coda corta

guida SEO keyword a coda lunga e corta

Le keyword a coda corta sono composte da non più di tre termini e si riferiscono ad argomenti molto ampi.

L’esempio fatto prima, ovvero “abiti da sera” rappresenta proprio una parola chiave a coda corta. Il vantaggio di queste keyword è che hanno un maggior numero di ricerche al mese, d’altra parte ricoprono un range così vasto da essere altamente competitive.

Inoltre, ci sono delle parole con volumi di ricerca così ampi che possono avere intenti ambigui, ovvero che potrebbero attrarre verso i tuoi contenuti degli utenti che hanno obiettivi diversi rispetto a quello che offri tu.

Le keyword a coda lunga, invece, sono composte da un maggior numero di termini e questo le rende più specifiche. Sempre per utilizzare l’esempio di prima, una keyword a coda lunga potrebbe essere “abiti da sera da donna eleganti”.

Queste keyword hanno un volume più basso ma spesso convertono meglio perché incontrano le ricerche di utenti che sanno cosa vogliono e sono intenzionati all’acquisto.

L’attenta analisi delle keyword è il pilastro di qualsiasi strategia SEO. Non esistono scelte che siano a prescindere giuste o sbagliate, le decisioni vanno prese in seguito all’analisi della situazione specifica.

Spesso quello che funziona meglio è la diversificazione. Ovvero capire, di volta in volta, quale sia la strategia migliore per posizionare il tuo sito web, ogni tua pagina e tutti i tuoi contenuti.

Infatti, è importante diversificare le pagine del tuo sito ottimizzandole in base alle parole chiave più pertinenti.

Come capire l’intento di ricerca

Oltre alla parole chiave e a tutto quello che ne sussegue, un’altra valutazione da fare è in quale formato fare uscire il tuo contenuto. Quando fai qualsiasi ricerca, per esempio su Google, trovi varie sezioni: “tutti i risultati”, “immagini”, “news”, “video”, ecc.

Questo ci fa capire come gli utenti desiderano fruire delle informazioni che stanno cercando. Per esempio potrebbero voler mettere a confronto due prodotti, trovare informazioni, andare in luogo preciso (come una piattaforma social) o ancora cercano shop per acquisti online.

In molti casi potrebbero essere utili video o immagini da inserire nel tuo contenuto per accompagnare la parte testuale.

Google valuta il comportamento e le preferenze degli utenti e farà apparire tra i primi risultati quelli che lui reputa poter rispondere meglio alle loro esigenze. Quindi, bisogna guardare la SERP per capire che tipo di contenuto realizzare.

La cosa più importante quando si parla di SEO, ma in realtà quando si parla di marketing in generale, è la pianificazione delle strategie per tempo. Solo così potrai ottenere risultati.

Quale strumento ti aiuterà a trovare le keyword giuste

Siamo arrivati al paragrafo di approfondimento degli strumenti per la ricerca delle parole chiave.

Di seguito ti proponiamo una breve lista con 5 dei migliori tool che noi utilizziamo per i nostri clienti:

  1. Semrush: questo strumento propone un toolkit in cui si possono raccogliere parole chiave e informazioni su di esse in diversi modi. Puoi ottenere una panoramica delle keyword per avere un’analisi immediata delle tue parole chiave o utilizzare Keyword Magic Tool per scoprire l’elenco delle keyword ed esplorare quelle a coda corta e lunga;
  2. Moz Keyword Explorer: basta inserire la parola e ottieni informazioni sulla SERP, sulle parole chiave e sui volumi di ricerca. È uno strumento accurato che estrae dati utilizzando il clickstream in tempo reale. Questo tool presenta anche il punteggio “difficoltà” per aiutarti a restringere le opzioni sulle parole chiave, più alto è il punteggio e più difficile sarà posizionare quella parola;
  3. Google Keyword Planner: questo è considerato il punto di partenza per la keyword research. Tuttavia ha una pecca, infatti limita i dati sui volumi perché raggruppa le parole chiave in intervalli di grandi volumi di ricerca. Ma è perfetto per iniziare a farsi l’occhio;
  4. Google Trends: anche questo è uno strumento di Google basato sulle tendenze delle parole chiave. È ottimo per trovare le keyword stagionali sia legate a particolari momenti dell’anno, ma anche dovute a tendenze che nascono sul momento e diventano un tormentone;
  5. AnswerThePublic: questo strumento propone le domande più comuni che gli utenti fanno al motore di ricerca rispetto a keyword specifiche. È interessante vedere quali sono le cose che effettivamente vogliono conoscere gli utenti o di cui hanno necessità di reperire informazioni.

Ora è il momento di fare un passo successivo nel nostro viaggio nella SEO: come creare e ottimizzare le tue pagine.

Ottimizzazione SEO On Page

La SEO On Page riguarda l’ottimizzazione delle singole pagine web in modo da posizionarle il più in alto possibile sul motore di ricerca e guadagnare traffico.

Fa riferimento sia al contenuto della pagine che a ciò che riguarda il codice HTML, mentre la SEO Off Page, che vedremo più avanti, riguarda i link e altri segnali esterni.

Abbiamo visto che la SEO cambia spesso ed è in continua evoluzione e questo vale anche per la SEO On Page, perciò è importante stare al passo con le ultime pratiche.

Nei prossimi paragrafi vedremo in particolare quali sono le tecniche di SEO On Page da utilizzare e quali, invece, da evitare come la peste.

Ma prima di tutto, cosa ne facciamo delle parole chiave che abbiamo trovato?

Come sfruttare le parole chiave appena trovate

Dopo tanta ricerca e analisi per capire che cosa vogliono gli utenti, è il momento di passare alla pratica.

Se ti trovi con una lista di keyword, la prima cosa da fare è esaminarle e raggrupparle per argomenti e intenti di ricerca simili. Questi saranno i gruppi di parole chiave con cui creare le tue pagine in modo che rispondano in maniera dettagliata alle domande degli utenti.

Prima di mettere mano alla creazione del contenuto, se non è già stato fatto, è necessario dare un’occhiata alla SERP del motore di ricerca. Questo passaggio è importante per capire come strutturare il contenuto e anche per valutare quali ulteriori elementi inserire.

Per esempio, potrebbe essere vantaggioso creare anche un video a supporto del testo, delle immagini esplicative o delle infografiche che riassumano schematicamente alcuni concetti. L’analisi della SERP aiuta anche a capire quali argomenti trattare nel testo, se farlo lungo o corto, se inserire dei punti elenco o altre soluzioni che rendano più facile la lettura schematica.

La domanda più importante da farsi ogni volta che si crea un contenuto è “Quale valore posso aggiungere e offrire agli utenti in modo da rendere la mia pagina unica?”.

I contenuti originali sono doppiamente apprezzati: sia dal motore di ricerca sia dagli utenti!

Inoltre, più le tue pagine sono ricche di informazioni utili e più le persone ti prenderanno come punto di riferimento nel tuo settore. Ottenere apprezzamento dalle persone ti permetterà di essere valutato bene anche dal motore di ricerca che inizierà a privilegiare i tuoi contenuti.

Si creerà un circolo virtuoso che ti porterà a risultati sempre più alti. Attenzione, però, a non cadere in comportamenti dannosi e controproducenti.

Vediamo quali.

Le tecniche da evitare come la peste

Partiamo da un presupposto fondamentale: ogni tuo contenuto dovrebbe essere creato per aiutare i tuoi potenziali clienti e per rispondere alle loro domande. Quindi, essere tra i primi posti della SERP dovrebbe essere il modo per agevolare il tuo scopo di condurre gli utenti sul tuo sito dove troveranno ciò che cercano.

Dunque, essere posizionato dovrebbe essere un mezzo per raggiungere un fine, quello di offrire un servizio.

Se ragioni al contrario, ovvero fare di tutto per ottenere quelle prime posizioni, potresti cadere in tattiche di basso valore. Inoltre, risulterebbero anche controproducenti se alla fine i tuoi contenuti fanno scappare gli utenti invece di trattenerli.

Vediamo di seguito quali sono le tecniche da evitare quando si creano contenuti.

Contenuti poveri o duplicati

Oggi i motori di ricerca sono molto più intelligenti ed evoluti rispetto a qualche anno fa.

Prima, per esempio, potevi creare tante piccole pagine anche simili tra loro dove ripetevi essenzialmente la stessa cosa. Adesso questo non funziona più perché Google è arrivato a comprendere le relazioni tra le parole e le frasi.

Con l’aggiornamento dell’algoritmo, che risale al 2011 ed è noto come Panda, sono state penalizzate tantissime pagine dai contenuti di poco valore. Il motore di ricerca ha ritenuto che quelle pagine non potevano soddisfare le richieste degli utenti perché non contenevano abbastanza informazioni.

Google continua a ripetere questo processo e a retrocedere in posizioni basse i contenuti poco utili o vuoti. Quindi è chiaro che vengono privilegiate le pagine ricche e che informano in maniera completa su un argomento.

La stessa cosa vale per i contenuti duplicati, ovvero presi da altri siti e copiati senza l’aggiunta di alcun elemento di valore. Questi contenuti vengono visti dal motore di ricerca che deciderà di filtrarli, cioè sceglierà di mostrare i contenuti originali nascondendo le versioni duplicate.

L’obiettivo di Google è di valorizzare l’esperienza degli utenti per fornire il servizio migliore. I contenuti duplicati sono praticamente inutili, quindi vengono declassati.

Nascondere dei contenuti al bot del motore di ricerca

Il termine tecnico per identificare questo modo di agire è cloaking.  Significa che dei contenuti vengono occultati al motore di ricerca.

Nelle linee guida di Google, uno dei principi base dice che ai crawler dei motori di ricerca devono essere mostrati gli stessi contenuti che vedono gli utenti. Quando questa linea guida viene violata e il motore di ricerca se ne accorge, interviene per impedire che queste pagine vengano classificate nella SERP.

Perché?

L’occultamento potrebbe avvenire in vari modi:

  • Volontariamente;
  • Involontariamente;
  • Per ragioni negative: come nascondere attività illegali;
  • Per ragioni positive: per esempio a favore dell’esperienza dell’utente.

L’attività di cloaking potrebbe essere utilizzata per manipolare i fattori di ranking e forzare il posizionamento del contenuto. Questo avviene soprattutto con l’occultamento di testi o link acquistati.

In alcuni casi, però, Google potrebbe lasciar passare questa pratica e non segnalarla come cloaking, ci riferiamo al caso JavaScript di cui faremo solo un accenno. I siti sono sempre più interattivi grazie a JavaScript ma Googlebot vede dei contenuti limitati o diversi perché non riesce a effettuare il rendering della pagina. Significa che non riesce a visualizzare perfettamente i contenuti presenti.

In questo caso non si tratta di occultamento ma potrebbe comunque causare dei problemi di posizionamento.

Esagerare con la ripetizione delle keyword

Ricordati che anche se i tuoi contenuti devono essere apprezzati dai motori di ricerca, prima di tutto devono essere scritti per le persone che li leggono.

Molti pensano che più viene ripetuta la parola chiave all’interno del testo e più aumentano le possibilità di ottenere le prime posizioni della SERP. In realtà non è proprio così.

Ripetendo troppe volte la keyword si rischia di cadere nel keyword stuffing che è proprio una delle tecniche da evitare. La ripetizione ossessiva della parola chiave non aggiunge alcun valore al contenuto e non rende la lettura piacevole.

La pagina deve coprire una serie di argomenti, ovviamente inerenti a quello principale, ma utilizzando un ventaglio ti modi di dire che vada oltre il solo utilizzo della parola chiave.

Solo così un contenuto risulterà prezioso per i lettori che sentiranno che è stato scritto proprio per loro. Quindi, bisogna incorporare le parole in modo naturale che sia comprensibile e gradevole.

Restando sempre in ambito contenuti, passiamo alla prossima e ultima tecnica della nostra lista da bannare dal proprio repertorio.

Contenuti generati automaticamente

A proposito di pagine web poco armoniose e pressoché inutili per gli utenti, parliamo di contenuti generati automaticamente.

Sono sicuramente di bassa qualità e se li leggi ti accorgi che quasi non hanno senso. Si tratta di parole legate tra loro da un programma più che generate da un essere umano.

I contenuti di questo tipo di solito vengono prodotti per cercare di manipolare la classificazione del motore di ricerca e con l’intento di posizionarsi tra i primi risultati.

Ricordiamo che le tue pagine web dovrebbero fornire informazioni utili e dovrebbero essere di aiuto agli utenti. I contenuti automatici, anche se ci sono dei software sempre più sofisticati, non rispettano questa linea di pensiero.

Lo scopo dovrebbe sempre essere quello di offrire un servizio e di far avvenire un incontro proficuo tra i consumatori alla ricerca di qualcosa e un brand che gliela può fornire.

Dopo questa carrellata di tecniche SEO da evitare passiamo, invece, a tutte le buone attività che aiutano a valorizzare le tue pagine web affinché raggiungano delle ottime posizioni.

Le tecniche SEO da usare

Vuoi sapere il mix perfetto di strategie con cui è possibile avere il posizionamento assicurato nei risultati di ricerca?

Ci dispiace deluderti ma non esiste!

Google come Bing sono sempre in aggiornamento e valutano di volta in volta il materiale presente online per fornire quello che considerano migliore.

Però, fortunatamente, esistono delle tecniche e delle attività SEO che aiutano nella creazione dei contenuti in modo che questi vengano valutati positivamente.

Sicuramente è bene tenere conto di tutte le cose di cui abbiamo parlato fino ad ora in questa guida, quindi valutare le parole chiave, i formati dei contenuti, l’aggiunta di video e immagini, la lunghezza del testo ed evitare tutte le cattive tecniche che abbiamo appena visto.

Inoltre, di seguito troverai altre tecniche SEO da utilizzare ogni volta per creare nuovi contenuti o per rinnovare quelli già esistenti. Sono elementi importanti che aiutano i motori di ricerca a comprendere il contenuto che hai creato.

Rispetta la gerarchia dei titoli

In ogni pagina o articolo di blog dovranno essere presenti dei titoli, quello principale e poi uno per ogni paragrafo.

Questi titoli sono elementi che in codice HTML sono riconosciuti in una gerarchia che va da H1 ad H6. Il tag H1 è riservato al titolo della pagina e ognuno dovrebbe essere univoco e descrittivo. Quello che inserisci in questo campo verrà visualizzato nei risultati di ricerca. Può determinare la prima impressione che le persone si fanno del contenuto, più è convincente e più attrarrà i click degli utenti.

Per quanto riguarda gli altri titoli, non è obbligatorio usarli tutti, ma servono per dare alla pagina una struttura logica che deve essere inserita e rispetta in ordine decrescente.

Dunque, il titolo H1 descrive l’argomento generale del contenuto, gli H2 servono per introdurre argomenti secondari ma comunque principali per importanza, gli H3 sono tag ancora più specifici che vengono usati per ampliare l’argomento trattato nell’H2 precedente e così via.

È importante rispettare sempre questa gerarchia.

Funziona un po’ come una matrioska aperta: l’argomento principale deve contenere quelli secondari, questi a loro volta degli altri sotto-argomenti inerenti ecc.

Dare questa struttura serve per mettere in ordine i contenuti e renderli più fruibili sia ai bot dei motori di ricerca che agli utenti.

Ricorda che la SEO non riguarda solo i motori di ricerca, ma piuttosto l’intera esperienza dell’utente.

guida SEO link interni

A proposito di struttura, è importante che tutto il tuo sito web sia organizzato rispettando una struttura di collegamento interno.

Se ti ricordi, quando abbiamo parlato dei crawler abbiamo detto che scansionano siti e pagine passando attraverso i link contenuti. Quindi, quando colleghi tramite link delle pagine tra loro è come se dicessi ai crawler di seguire quelle strade virtuali per trovare tutti i contenuti che per te sono rilevanti.

Inoltre, i collegamenti interni sono utili anche agli utenti che potrebbero essere interessati ad approfondire quell’argomento e possono trovarlo a portata di click.

In uno dei paragrafi successivi, quando parleremo di SEO Off Page faremo anche un approfondimento sui link.

Adesso quello che è necessario sapere è che i tuoi link devono essere inseriti in parole dette anchor. Funzionano proprio da ancore e inviano dei segnali ai motori di ricerca riguardo al contenuto che si troverà nella pagina di destinazione.

Per esempio, un testo di ancoraggio potrebbe essere “consulenza SEO” e il link collegato potrebbe portare ad una pagina in cui spieghi di più sulla consulenza o offri il servizio.

Anche in questo caso attenzione a non esagerare con i link interni perché l’abbondanza potrebbe essere percepita come un modo per manipolare i fattori di ranking.

Ottimizzazione delle immagini

Le immagini sono elementi indispensabili all’interno di pagine e articoli, ma sono anche le maggiori colpevoli (insieme ai video) di pagine web lente.

Ecco perché le immagini devono rispettare misure e formati compatibili con la tua piattaforma web o devono essere compresse con appositi strumenti.

In generale è meglio prediligere il formato JPEG, che è quello standard per il web anche se non sempre mantiene un’alta risoluzione. Altrimenti puoi usare il PNG-24 se la tua immagine ha molti colori, o il PNG-8 se non ha molti colori. Di solito i PNG vengono utilizzati per immagini che richiedono qualità e trasparenza, come i loghi per esempio.

Quando si carica un’immagine su un sito web ci sono altri tre campi importanti da compilare: il testo alternativo (ALT), la didascalia e il titolo (attributo title).

L’ALT (testo alternativo) è fondamentale perché è quello che lo spider del motore di ricerca legge per capire cosa rappresenta l’immagine. La didascalia è la parte di testo che poi appare sotto l’immagine e funge da descrizione per l’utente. Il tag title è quella frase che si vede quando si passa con il mouse sopra ad un’immagine e serve per avere approfondimenti sulla stessa.

È bene compilare questi tre campi pensando ad ognuno con la sua funzione specifica.

Formattazione e leggibilità

Oltre alla qualità del contenuto e alla completezza dell’argomento, è importante il modo in cui viene formattato. La tua pagina potrebbe contenere le migliori informazioni sul tema trattato, ma se non favorisce la lettura o è formattata in modo errato, gli utenti potrebbero non leggerla mai.

È vero che non possiamo avere la certezza che gli utenti leggano i nostri contenuti, ma possiamo rispettare alcuni principi per invitarli a farlo.

Di seguito alcune regole per una buona formattazione:

  • Dimensioni e colore del testo: meglio evitare caratteri troppo piccoli e prediligere colori che risaltino rispetto al resto della pagina, così da facilitare visibilità e lettura;
  • Intestazioni: suddividere il contenuto in più paragrafi, ognuno anticipato da un titolo e rispettando l’ordine gerarchico visto in precedenza;
  • Punti elenco: sono ottimi per aiutare i lettori a scorrere più rapidamente il testo così da farsi un’idea di ciò che viene trattato e trovare le informazioni di cui hanno bisogno;
  • Interruzioni di paragrafo: è meglio lasciar perdere muri di testo e prediligere una divisione in piccoli paragrafi che agevolano la lettura anche da smartphone;
  • Supporti multimediali: includere nel testo immagini, infografiche o video che integrino i contenuti scritti;
  • Grassetto e corsivo: aiutano a dare varietà al testo e servono per dare enfasi. Sono da utilizzare in maniera logica e ragionata, non ha senso evidenziare con il grassetto interi paragrafi, ma serve per mettere in risalto i concetti più importanti e lo stesso vale per il corsivo.

La formattazione della pagina favorisce anche la scansione da parte del crawler e può influenzare l’apparizione della tua pagine negli snippet in primo piano nei risultati organici.

Meta Descrizioni

La meta descrizione è un elemento HTML che descrive i contenuti della pagina in cui si trova. Ciò che scrivi in questo campo verrà mostrato nei risultati di ricerca sotto al titolo di pagina.

Sono utili ai lettori per farsi un’idea di quello che troveranno nel testo, quindi anche la meta descrizione, come il titolo, deve essere attraente ed esplicativa per invogliare gli utenti a cliccare.

Vediamo che cosa rende una meta descrizione efficace:

  • Rilevanza: quello che si scrive nella meta descrizione dovrebbe essere pertinente al contenuto e riassumere il concetto chiave della pagina. In questo campo bisogna fornire all’utente informazioni sufficienti per fargli sapere che nel contenuto troverà quello che sta cercando ma anche per invogliarlo a scegliere proprio quella pagina;
  • Lunghezza: le meta descrizioni hanno un numero massimo di caratteri, circa 155, dopodiché vengono troncate. Quindi è meglio restare all’interno di quel range oppure superarlo di poco per non rischiare che gran parte di quello che viene scritto poi risulti nascosto.

Spesso capita che le meta descrizioni vengano fatte un po’ di fretta e senza dargli peso, invece sono preziose ed è bene dare loro la giusta importanza.

Struttura URL

Come per i titoli e le meta descrizioni, anche gli URL sono elementi che vengono visualizzati nel motore di ricerca. Per la precisione l’URL appare sopra al titolo.

Questi elementi devono essere univoci e contenere la parola chiave principale della pagina. La loro struttura deve essere chiara e semplice perché serve anche agli utenti per capire di cosa si tratta.

Inoltre, sembra che gli utenti preferiscano URL più brevi, rispetto a quelle che ogni tanto si vedono sul web e che contengono una lista infinita di parole. Bisogna scegliere bene le parole per compilare questo campo così da riuscire a mantenere la brevità ma in modo che anche gli URL risultino esplicativi.

Altre due cose utili da sapere sugli URL: le parole devono essere separate da trattini ed è meglio non fare distinzione tra maiuscole e minuscole.

Se per caso hai notato che sul tuo sito ci sono URL che presentano caratteri misti, niente paura perché è una cosa che si può sistemare. Basta chiedere di aggiungere una formula di riscrittura in quel campo noto come file.htaccess per rendere automaticamente tutto minuscolo.

Se non sai a chi chiedere, noi lo possiamo fare per te.

Protocolli HTTP e HTTPS

Probabilmente avrai notato che in ogni URL, il nome del dominio è preceduto a sinistra dalle sigle HTTP o HTTPS.

Ma che differenza c’è tra le due?

Google consiglia a tutti i siti di passare al protocollo HTTPS che informa gli utenti della sicurezza del sito, infatti quella “s” sta per “sicuro”.

Per accertarti che tutte le tue pagine utilizzino il protocollo HTTPS devi ottenere il certificato SSL, ovvero Secure Sockets Layer. Questo assicura che tutti i dati degli utenti rimangano privati.

E se non fai il passaggio di protocollo?

Da luglio 2018 Google Chrome visualizza come “non sicuri” i siti rimasti in HTTP e questo è uno svantaggio perché gli utenti tendono ad evitare i siti che non sembrano sicuri.

Ottimizzazione SEO Off Page

L’ottimizzazione SEO Off Page, cioè al di fuori delle tue pagine, riguarda essenzialmente la gestione dei link su altri siti che puntano al tuo.

Anche se hai creato i contenuti che le persone stanno cercando e li hai ottimizzati seguendo le tecniche che abbiamo visto prima, sono necessarie altre strategie per ottenere il posizionamento.

Le tue pagine web devono apparire di qualità, dunque hanno bisogno di acquisire autorevolezza.

Le tecniche di SEO Off Page ti permettono di migliorare la percezione riguardo al tuo sito sia da parte degli utente che del motore di ricerca. I link sono il modo migliore per stabilire l’autorità e per dare ancora più valore ai tuoi contenuti.

Google ha confermato che i link e i contenuti di qualità sono due tra i fattori di ranking più importanti per la SEO.

Ma non tutti i link sono uguali!

Approfondiamo meglio l’argomento nei prossimi capitoli.

I link sono dei veri e propri collegamenti ipertestuali che puntano da un sito web ad un altro. Se i siti da cui proviene il link sono pertinenti e di qualità, rendono automaticamente di maggior valore anche il tuo sito.

Facciamo un esempio semplice e preso dalla vita reale. Vai in vacanza in un posto che non conosci e vuoi andare a cena fuori. Chiedi informazioni sul miglior ristorante a tre persone del luogo che non si conoscono, tutte e tre ti fanno ottime recensioni sullo stesso locale, tu ti convinceresti che quello è il miglior ristorante della zona.

Ecco, i link di qualità che puntano al tuo sito hanno praticamente lo stesso effetto. Se tanti siti di qualità hanno un collegamento con il tuo sito è come se lo consigliassero come risorsa valida e affidabile.

Attenzione, però, che può succedere anche il contrario. Se le tue pagine ricevono link da siti considerati scadenti allora quella cattiva reputazione contaminerebbe anche il tuo sito.

Adesso vediamo un po’ di differenze tra i link.

La differenza tra i link si può vedere soltanto quando si analizza il codice HTML.

Ecco, dunque, come appare un link follow e uno no follow:

  • Link follow: <a href=”https://example.com”>Anchor Text Goes Here</a>
  • Link no follow: <a href=”https://example.com” rel=”nofollow”>Anchor Text</a>

Un link follow è un collegamento tra una pagina web e un’altra, proprio come abbiamo visto prima. Questi collegamenti aumentano il page rank dei siti collegati e aiutano a salire più in alto nella SERP.

L’attributo rel=nofollow, che puoi vedere nel secondo esempio, ti consente di collegarti a una risorsa ma dicendo al motore di ricerca di non seguire quella strada. Significa che questi link non influenzano il posizionamento. È un modo per assicurarsi che eventuali spammer non ottengano benefici da un abuso di link. In più, un collegamento no follow potrebbe non minare la tua autorità ma portare traffico prezioso al tuo sito.

Inoltre, Google ha introdotto altri due attributi per i link, che sono: sponsored e user generated content.

Il rel=sponsored è la dicitura sponsorizzato per contrassegnare i link che costituiscono pubblicità o posizionamenti a pagamento. Il rel=ugc (user generated content) è l’attributo che identifica i link di contenuti che sono stati generati dagli utenti, per esempio commenti o post nei forum.

I motori di ricerca hanno perfezionato il modo in cui visualizzano i collegamenti utilizzando algoritmi che riescono a valutare siti e pagine in base ai link che trovano.

La domanda ora è: come fanno a valutare quei link?

Scopriamo di più nel prossimo paragrafo.

La qualità del tuo profilo link viene determinata dalla valutazione complessiva di tutti i link in entrata presenti sul tuo sito. Quindi, quanti sono, qual è la loro qualità, se ci sono link spam, la diversità dei siti da cui provengono e altro ancora.

Ecco alcune importanti considerazioni da fare per determinare i tuoi collegamenti:

  • La pertinenza dei link, ovvero se ti colleghi a un argomento il linea con il tuo;
  • L’autorevolezza del sito, cioè se ha guadagnato autorità e valore;
  • Se il link è follow, quindi vengono suggeriti ai crawler come strade da seguire;
  • Dove si trova il link nella pagina, i link troppo in basso non hanno lo stesso valore di quelli presenti all’inizio del contenuto;
  • Quanti sono il link presenti nella pagina, se il link al tuo sito è uno tra centinaia potrebbe non essere altrettanto prezioso. In ogni caso non esiste una regola fissa sul numero di link, la scelta è dettata dal buon senso.

Anche lo stato del tuo profilo link è un aiuto per i motori di ricerca per capire com’è il tuo sito e come si inserisce nel panorama di Internet.

Esistono vari strumenti SEO che ti permettono di analizzare questo aspetto e comprendere la tua posizione generale.

Come sapere se i collegamenti ricevuti sono pertinenti

Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di link pertinenti, che cosa significa?

Devi sapere che dopo la scoperta del potere dei collegamenti, in molti hanno iniziato a manipolarli a proprio vantaggio. Troppe volte si vedono ancora link forzati e artificiali utilizzati solo per aumentare la possibilità di posizionamento.

Però ai motori di ricerca non piacciono queste tattiche pericolose che potrebbero danneggiare l’esperienza degli utenti. Per questo motivo è sempre meglio mantenere un profilo di link sani e pertinenti.

Vuol dire che se stai collegando la tua pagina in cui tratti di digital marketing a un articolo che parla della ricetta per preparare i ravioli perfetti, probabilmente questo collegamento non è pertinente.

Google lo scoprirà e l’autorità del tuo sito verrà minata.

Un profilo link sano è quello che indica ai motori di ricerca che stai guadagnando i tuoi collegamenti con serietà e per merito. Quindi, costruisci il tuo profilo link in modo onesto e guadagna autorità con stile.

I link migliori sono quelli guadagnati naturalmente, cioè che non richiedono alcuna azione specifica a parte la creazione di contenuti di qualità. Quando le cose stanno così e inizi ad ottenere un po’ di fama, le persone decideranno in autonomia di menzionarti e linkarti nelle loro pagine.

Anche in questi casi, però, assicurati che gli argomenti trattati da questi siti terzi siano pertinenti con il tuo.

Adesso è arrivato il momento di vedere quali sono le tecniche da evitare quando si parla di SEO Off Page e di link.

Le tecniche da non usare per non incorrere in penalizzazioni

Se il tuo profilo link non è sano rischi di inciampare nelle penalizzazioni del motore di ricerca che a volte sono davvero pesanti. Si parla addirittura di mesi o anni di lavoro buttati via. Bisogna fare molta attenzione!

I profili che rischiano le penalizzazioni sono quelli riconosciuti come spam, ovvero pieni di link forzati, costruiti, innaturali o di bassa qualità. Di solito è l’effetto di pratiche di acquisto o di scambi di link non pertinenti. Questa potrebbe sembrare la via più facile per ottenere successi nel posizionamento, ma anche se ti portano qualche risultato immediato, con il tempo perderai tutto.

Quindi, anche se l’obiettivo delle attività SEO è quello di aumentare il posizionamento dei siti nei risultati di ricerca, è meglio non fare azioni manipolatorie brutali.

Per chiarire meglio le idee, nei prossimi paragrafi troverai le tecniche che lo stesso Google consiglia di evitare.

L’acquisto di link è una pratica vietata e molto sgradita sia a Google che a Bing.

Bisogna stare attenti perché sul web si trovano molti servizi che promettono centinaia di link a prezzi anche molto bassi. Questi sono siti spam di scarsissima qualità. In questo caso si cadrebbe nel doppio errore, sia quello di comprare link sia il fatto di ottenere link di pessima qualità.

Anche se il motore di ricerca non può sapere quali sono i link guadagnati e quelli comprati, ci sono degli indizi che lo portano a rilevare quando si sta facendo un gioco scorretto.

I siti web che vengono scoperti a comprare o vendere link subisco gravi penalizzazioni che li portano verso il baratro dei risultati di ricerca.

Lo scambio di link è un’altra attività rischiosa che può diventare addirittura controproducente, sempre perché porta a penalizzazioni.

Se qualcuno ti fa una proposta indecente tipo “tu dai un link a me e io ne do uno a te” c’è da valutare molto bene se cadere nella trappola. L’attenzione allo scambio di link è avvenuta dopo l’abuso che ne è stato fatto negli anni passati e che ha portato a classificarla come una pratica sbagliata.

Le linee guida di Google mettono in guardia contro l’eccessivo scambio di link che mostra un’attività innaturale. Quindi, se si tratta dello scambio di uno o due link con siti amici, diciamo che non è un dramma.

La penalizzazione è assicurata quando si tratta dello scambio di decine di link tra un sito A e un sito B o anche in una triangolazione di siti. Google è sempre più furbo e ha iniziato a riconoscerle.

Tutte le pratiche artificiale vengono punite sempre più duramente.

Qui torna il tema della qualità che abbiamo visto essere a dir poco fondamentale per i motori di ricerca e quando si parla di SEO.

Esiste un gran numero di directory web o siti di articoli a pagamento in cui basta registrarsi e inserire un piccolo contenuto per avere un link. La domanda che devi farti è: quando valore potrà mai portare questo tipo di attività? Ma, soprattutto, verso quante penalizzazione incorro per una pratica di così poco conto per il mimo business?

Infatti, anche se ti senti furbo ad utilizzare queste tecniche, pensa sempre che il beneficio che ottieni non è abbastanza alto rispetto ai danni che sta facendo al tuo sito.

Cerca sempre di ragionare in termini di qualità e vedrai che starai sulla strada giusta.

Ora è il momento di fare un altro passo avanti e scoprire qualche nozione base di SEO tecnica.

Alcune nozioni di SEO tecnica

Per completare la nostra guida SEO non poteva certo mancare la parte più tecnica di tutto l’argomento.

Questo ti sarà utile quando ti troverai a trattare con esperti SEO o sviluppatori, sarai a conoscenza del linguaggio base che ti serve per comunicare con loro.

A tal fine abbiamo selezionato tre argomenti primari, ognuno dei quali verrà trattato nei successivi tre paragrafi.

I linguaggi più comuni per costruire pagine web

L’ottimizzazione per i motori di ricerca è l’attività per portare le pagine web tra i primi risultati, ma come sono costruite queste pagine che vogliamo posizionare?

Il browser mostra una pagina web solo dopo che è stato scritto tutto il codice necessario che poi viene trasformato in quello che vedi online.

I tre codici più comuni sono:

  • HTML – con questo si imposta la struttura del sito: titoli, paragrafi, elenchi, ecc. In un certo senso può essere definito la spina dorsale del sito ed è importante per sapere quello che succede dietro alle quinte di qualsiasi pagina. Il codice HTML gioca un ruolo fondamentale nel processo di posizionamento delle pagine.
  • CSS – questo definisce come un sito appare: colori, caratteri, layout, ecc. Con il CSS le pagine web vengono abbellite senza dover mettere mano alla struttura HTML di ogni pagina;
  • JavaScript – indica il comportamento del sito: statico, interattivo, dinamico, ecc. Questo linguaggio di programmazione ha aperto molte opportunità per la creazione di pagine web interattive che, quindi, cercano l’interazione dell’utente.

Dopo aver visto brevemente i linguaggi di programmazione passiamo alla prospettiva degli utenti. Scopri di seguito quali sono gli elementi principali per fornire un’esperienza positiva e appagante di navigazione.

Come garantire un’esperienza positiva agli utenti

I motori di ricerca esistono per offrire il loro servizio agli utenti e lo stesso vale (o così dovrebbe essere) per il tuo sito web.

L’algoritmo di Google e di Bing premia i siti che forniscono le migliori esperienze a chi naviga e, a parte tutto quello di cui abbiamo già parlato, ci sono altri parametri di cui tenere conto.

Ecco tre importanti elementi:

  • Design reattivo: i siti web devono essere progettati per adattarsi allo schermo di qualsiasi dispositivo che gli utenti potrebbero utilizzare. Quindi, le pagine devono rispondere alle dimensioni e gli elementi in esse presenti devono ridistribuirsi in modo da mantenere semplice e immediata la consultazione del sito;
  • Pagine AMP: questo è l’acronimo di Accelerated Mobile Pages ed è utilizzato per fornire contenuti ai visitatori mobili a velocità maggiori. Infatti, la velocità di caricamento delle pagine è una delle motivazioni per cui gli utenti potrebbero decidere di rivolgersi a un’altra fonte;
  • Mobile first: smartphone e dispositivi mobili hanno sempre più la priorità e anche Google, quando indicizza i siti, dà la priorità alle versioni mobili rispetto a quelle desktop. Quindi, se ti vuoi posizionare meglio devi pensare all’ottimizzazione del tuo sito per questi dispositivi.

Il primo passo è capire che cosa rende le esperienze di navigazione soddisfacenti per gli utenti, il passo immediatamente successivo è entrare in azione per renderle davvero tali.

La SEO Audit

La panoramica sulle tecniche SEO e sugli strumenti ci porta ad un altro tema importante, quello della SEO Audit. Si tratta di un’operazione specifica e fondamentale che serve per scansionare, revisionare e valutare le prestazioni della tua piattaforma online.

È un vero e proprio check-up completo che mette in evidenza eventuali errori o problemi riscontrati, il rapporto con i competitor e tutti gli aspetti tecnici e di contenuto che influenzano le performance del sito.

Attraverso questa verifica SEO si scoprono i punti di forza e quelli di debolezza del sito e, soprattutto, si possono pianificare le strategie di intervento per sistemare quello che non va. È un’operazione davvero dettagliata con cui è possibile scoprire e verificare qualsiasi aspetto che riguarda il funzionamento della tua piattaforma.

Per ottimizzare al meglio le tue pagine online e incrementare il traffico verso il tuo brand, prima di tutto devi sapere che cosa ti mette i bastoni tra le ruote. Ecco, questo è lo scopo di fare la SEO Audit.

Per effettuare questo check esistono diversi strumenti che funzionano in maniera più o meno simile. Ovviamente, i SEO più esperti, combinano i dati degli strumenti con analisi più dirette su Google e sul sito. L’esito di questa operazione è un documento in cui vengono elencate, categorizzate e in un certo modo spiegate le problematiche riscontrate. Vengono segnalate anche le priorità per le correzioni e qualche suggerimento per le soluzioni.

Ma la vera sfida è riuscire a capire quali siano effettivamente le azioni di intervento necessarie e come metterle in pratica.

Richiedi maggiori informazioni per la SEO Audit del tuo sito nel form che trovi in questa pagina.

Come misurare i risultati della SEO

Misurazione e monitoraggio sono due delle parole preferite da chi si occupa di SEO.

Infatti, se puoi misurare qualcosa è perché hai dei parametri che ti permettono di valutare il suo grado di efficienza. Di conseguenza, puoi sempre migliorarla.

La cosa importante quando ci si occupa di SEO, come di tutto il resto, è partire con un obiettivo ben chiaro in mente. Questo è l’unico modo per capire se stai andando nella direzione giusta e quanto ti manca per raggiungere il risultato.

Ecco alcune delle metriche SEO da tenere sotto controllo:

  • Tasso di conversione;
  • Tempo di permanenza sulla pagina;
  • Frequenza di rimbalzo;
  • In generale il percorso che gli utenti fanno sul sito;
  • Volume di traffico;
  • Classifica delle parole chiave.

La lista sarebbe lunghissima, quindi ci fermiamo qui. Considera che deve essere analizzato e monitorato tutto quello di cui abbiamo parlato in questa guida.

A questo punto siamo giunti alla fine. Il percorso è stato lungo e a tratti anche tortuoso, quindi ti facciamo le nostre congratulazioni ma…non è finita qui!

Infatti, ora è il momento di entrare in azione e fare in modo che le tue pagine web conquistino le vette dei risultati di ricerca.

Ad aiutarti ci pensiamo noi di Nextre Digital. Siamo il supporto già di tante aziende e professionisti che desiderano sfruttare il web per la crescita del proprio business.

Contatta i nostri esperti SEO compilando il modulo presente in questa pagina, verrai ricontattato al più presto e senza impegno!

Domiziana Desantis

Il potere delle parole mi ha sempre affascinata, tanto che ho fatto della comunicazione la mia professione. Sono una Web Content Creator & Editor e scrivo contenuti per Nextre Digital, web agency di Milano.