Perché i dark post riescono a fare la differenza su Facebook

Probabilmente ti sarà già capitato di sentire il termine dark post su Facebook in ambito social media.

Ma cosa sono esattamente?

Delle foto con un filtro oscurante?

Contenuti taglienti di fan page di Death Metal?

Aggiornamenti di stato di Darth Vader?

dark post facebook

Purtroppo no, nessuna di queste è la risposta giusta.

La realtà è molto più semplice: i Facebook dark post sono una tipologia di annuncio sponsorizzato messo a disposizione dalla piattaforma di Mark Zuckerberg.

E che, a differenza dei post sponsorizzati e dei post organici, non vengono visualizzati nella timeline della pagina da cui sono gestiti.

Vengono invece visualizzati come contenuti sponsorizzati nei feed degli utenti targettizzati.

In pratica sono dei post non pubblicati che esistono solamente per gli utenti target che li vedono.

Ma perché è importante passare al lato oscuro?

Ci sono molti vantaggi nella creazione di dark post su Facebook e vogliamo elencarteli in questo articolo.

Cominciamo subito.

Perché utilizzare i dark post su Facebook?

Con il numero sempre più crescente di soluzioni pubblicitarie disponibili, ti starai chiedendo perché vale la pena utilizzare i dark post su Facebook.

Bene, non dovrai più chiedertelo: i dark post offrono una serie di vantaggi rilevanti rispetto ai tradizionali annunci sui social media.

Ecco 5 motivi per cui utilizzare i dark post nella gestione di una pagina Facebook.

1. I Facebook dark post ti consentono di targettizzare la tua audience in modo accurato

Gli annunci di social media tradizionali, o cosiddetti “pubblicati”, ti permettono di raggiungere il pubblico di destinazione in modo generale.

Ad esempio, i post mirati su Facebook possono raggiungere gli utenti in base a diverse variabili, come età, sesso o aree di interesse.

I dark post, invece, ti permettono di targettizzare in modo molto più accurato.

Puoi scegliere il target in base alle stesse variabili proposte per gli annunci con targeting standard, ma puoi anche targettizzarli con parole chiave specifiche, come ad esempio il loro titolo professionale.

La differenza tra i post sponsorizzati “pubblicati” e i dark post sta nel chi vede cosa.

Con i Facebook dark post non solo puoi impostare diversi annunci su differenti tipologie di pubblico, ma puoi anche creare annunci personalizzati per ciascun segmento di pubblico targettizzato.

Ad esempio, immagina di possedere una marca di scarpe da ginnastica. Con il targeting tradizionale puoi concentrarti sui ragazzi dai 15 ai 20 anni oppure sulle mamme che hanno bisogno di indumenti comodi.

Con i dark post, invece, puoi scegliere tutte e due le categorie, creando degli annunci personalizzati per entrambe.

E non è tutto: le mamme e gli studenti vedranno solo l’annuncio pensato appositamente per loro.

Con questo tipo di settaggio del target riuscirai a raggiungere esattamente chi hai intenzione di raggiungere.

E questa è un’ottima opportunità per incrementare il ROI del tuo profilo Facebook.

2. I dark post su Facebook agevolano l’A/B test

Se vuoi davvero ottimizzare i tuoi contenuti, i dark post, organici o a pagamento, offrono enormi possibilità per fare dei test.

Siccome puoi far apparire il tuo annuncio in modo diverso a utenti diversi, puoi utilizzare dei dark post per verificare quale versione dell’annuncio ottiene un coinvolgimento maggiore da parte degli utenti, un numero più alto di clic o di conversioni.

Se non hai molta familiarità con l’A/B test, ti vogliamo dire che è un ottimo espediente per migliorare i tuoi annunci. Conosciuto anche come split test, ti permette di presentare ai consumatori due versioni diverse del tuo annuncio per vedere quale delle due performa meglio.

Ad esempio, con i dark post è possibile fare dei test sull’immagine, il titolo, le call to action o il testo dell’annuncio.

Quindi se vuoi sapere, ad esempio, quale titolo ha un rendimento migliore per il tuo annuncio, puoi sponsorizzare il titolo A e quello B allo stesso gruppo di persone. Metà degli utenti selezionati in modo casuale vedranno il titolo A e l’altra metà il titolo B.

Se uno dei due titoli ottiene un coinvolgimento o delle conversioni maggiori (a seconda dei KPI selezionati) allora avrai un vincitore.

3. I dark post su Facebook ti aiutano a perfezionare gli altri contenuti

L’A/B test ti aiuta a ottimizzare i tuoi dark post futuri, grazie ai preziosi feedback ricevuti, ma può aiutarti anche a migliorare i post organici e sponsorizzati.

Potendo valutare quali titoli, immagini o body copy stanno funzionando meglio per i tuoi dark post, potrai di conseguenza migliorare i post che appaiono effettivamente sulla tua timeline.

Mettiamo che tu voglia pubblicare un post e sponsorizzarlo.

Come scegliere il titolo perfetto per massimizzare le visite al tuo sito web?

Puoi provare a impostare due dark post identici in tutto ma con due titoli diversi e puoi metterli alla prova.

Uno dei due sarà il vincitore e potrai utilizzarlo per la versione pubblica del tuo post.

In questo modo saprai con certezza che stai utilizzando la miglior versione possibile del tuo annuncio.

dark post facebook
Credits: @asos

4. I dark post su Facebook impediscono al tuo contenuto di sembrare spam

Un altro dei vantaggi offerti dai dark post è che non compaiono tra il tuo contenuto organico.

Immagina di pubblicare numerosi annunci sponsorizzati, ognuno mirato a un diverso segmento demografico.

Bene, ora pensa se fossero tutti visibili sulla timeline della tua pagina aziendale.

Prima ancora che tu te ne accorga avrai generato più di 20 post sponsorizzati quasi identici che avranno intasato la tua timeline e oscurato tutti i tuoi messaggi organici.

Se vuoi che i tuoi fan vedano solamente i tuoi contenuti migliori, organici o sponsorizzati che siano, i dark post ti consentono di mantenere il tuo diario senza pubblicità, ed evitano che la tua pagina assomigli a un contenuto spam.

Mantenere una voce social coerente e piacevole è fondamentale per qualsiasi marchio e creare dei dark post è uno dei modi più semplici per farlo.

Una timeline pulita, in questo senso, ti aiuta a mettere in risalto il tuo tone of voice e a caratterizzare la tua brand identity.

5. I dark post su Facebook impediscono al feed del tuo target di sembrare un contenuto spam

Su Facebook il tuo marchio viene presentato sempre in due luoghi principali: la tua pagina e il feed dei tuoi follower.

E siamo sicuri che non vuoi che i tuoi follower ti vedano solo come fonte di odiose pubblicità.

Prova a metterti nei loro panni.

Preferiresti vedere una dozzina di varianti dello stesso post sponsorizzato che intasano il tuo feed o un singolo dark post mirato e in linea con i tuoi interessi?

Usando i dark post eviterai di annoiare i tuoi fan, e le uniche persone che li visualizzeranno saranno quelle che hai selezionato attentamente e che quindi stanno ricevendo annunci personalizzati e in linea con i loro interessi.

Questo significa più opportunità per costruire la tua brand identity e per diffondere il tuo messaggio attraverso dei contenuti organici e post sponsorizzati.

Significa: meno spam e follower più felici.

Come funzionano i dark post su Facebook?

Abbiamo già accennato al fatto che Facebook utilizza i dark post – di fatto li ha inventati proprio lui! – e che questi non vengono visualizzati nella pagina del tuo brand o nei feed dei tuoi follower.

Appariranno solo nel feed delle persone che hai specificamente targettizzato.

Ma vediamo ora come è possibile creare un dark post su Facebook.

Per pubblicare dei dark post su Facebook è possibile utilizzare due strumenti: Power Editor di Facebook o delle piattaforme di social media di terze parti, Falcon ad esempio.

Per creare un post su Power Editor è necessario prima produrre un nuovo post.

Successivamente dovrai selezionare la tipologia di dark post che vorrai produrre: post di collegamento, post carosello, post fotografico, video o aggiornamento di stato.

In ogni caso, qualsiasi sia la natura del tuo post, potrai scegliere esattamente la tua audience di riferimento.

Ad esempio, puoi contattare gli utenti che hanno acquistato prodotti simili ai tuoi, che vivono in una città specifica o che svolgono una determinata professione. In alternativa, puoi caricare le informazioni di contatto dei clienti esistenti e creare un pubblico simile a quello delle persone che sono già fan del tuo marchio.

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Credits: @Dolce&Gabbana

Ma esistono solo i dark post su Facebook?

La risposta è no.

Dopo che ti abbiamo mostrato i dark post su Facebook e ti abbiamo spiegato perché dovresti introdurli nella strategia social della tua attività, ti vogliamo mostrare le altre forme che questa tipologia di annuncio assume sui principali canali di social media.

E ovviamente il modo di utilizzo di questi dark post varia su Twitter, Instagram o LinkedIn e questo è un fattore importante da tenere in considerazione nella tua strategia di social media marketing.

Vediamo assieme qualche caratteristica.

Come funzionano i dark post su Instagram?

I dark post su Instagram sono unici.

In che senso?

Nel senso che su Instagram tutti gli annunci sono dei dark post. Quando fai pubblicità su questo social, infatti, i tuoi annunci non vengono visualizzati nella timeline del tuo brand.

Invece vengono visualizzati dagli utenti specifici con i quali hai scelto di interagire.

Gli annunci Instagram vengono visualizzati nei feed degli utenti in modo molto simile ai post standard dei loro amici o familiari, ma includono l’etichetta “Sponsorizzato” nell’angolo in alto a sinistra e contengono una call to action nella parte inferiore:

dark post facebook
Credits: @Cartier

I dark post di Instagram sono disponibili in moltissime varianti.

Hai la possibilità di pubblicare annunci fotografici, annunci video, caroselli o stories.

La pubblicità su Instagram offre anche una moltitudine di opzioni di targeting, tra cui geo-localizzazione, dati demografici, interessi e comportamenti.

Così come per i dark post di Facebook, puoi scegliere come target “segmenti di pubblico analoghi” o gruppi di utenti che sono simili ai tuoi attuali clienti.

Per creare dei dark post su Instagram hai quattro alternative.

Puoi postare nell’app, tramite Facebook Power Editor, Facebook Ads Manager o tramite un partner di Instagram come Falcon. Tutti offrono dei vantaggi o degli svantaggi a seconda delle necessità che devono soddisfare, vale quindi la pena sperimentare per vedere quale flusso pubblicitario funziona meglio per te.

Come funzionano i dark post su Twitter?

Bene, nel caso di Twitter la domanda principale da porsi probabilmente è: cosa sono i tweet promoted-only?

Dal momento che Twitter non ha mai chiamato i suoi annunci invisibili “dark post”.

Proprio come i post della pagina non pubblicati su Facebook, anche i Tweet promoted-only non vengono visualizzati nella timeline del tuo brand.

Al contrario, vengono visualizzati solo nei feed degli utenti che hai scelto come target. Questo li distingue dai tweet sponsorizzati normalmente, che vengono visualizzati nella tua timeline, nei feed di tutti i tuoi follower e nei feed dei tuoi utenti target.

Quando gli utenti targettizzati vedono il tuo tweet sponsorizzato esso apparirà come qualsiasi altro tweet ad eccezione di un’etichetta con scritto “Promosso da…”, collocata nella parte inferiore.

Oltre a questo, gli utenti possono retwittare, condividere o interagire con esso come se fosse un tweet standard.

Come funzionano i dark post su LinkedIn?

Su LinkedIn i dark post sono noti come “Direct Sponsored Content”.

Come tutti gli altri dark post precedentemente menzionati, i contenuti sponsorizzati diretti non vengono visualizzati nella pagina della tua azienda e non richiedono la pubblicazione di un aggiornamento aziendale.

Questo li distingue dai contenuti sponsorizzati di LinkedIn, che appaiono sia nella pagina della tua azienda che nei feed dei tuoi follower.

Il contenuto sponsorizzato diretto offre una serie di opzioni di targeting.

Dal momento che LinkedIn possiede numerose informazioni riguardanti la professione degli utenti, ti dà la possibilità di concentrare i tuoi annunci in base al settore, all’area di studi, all’età, al titolo professionale, agli anni di esperienza e altro ancora.

Come su Facebook e Instagram, anche su questa piattaforma è possibile targettizzare un tipo di pubblico che assomiglia ai tuoi attuali clienti: su LinkedIn questa pratica è chiamata “audience matching”.

Per creare dei dark post su LinkedIn devi essere un amministratore della pagina della società o devi avere ottenuto il permesso.

Inoltre, è possibile creare un dark post attraverso una campagna pubblicitaria nuova o già esistente.

Nelle campagne LinkedIn, all’interno del dark post è possibile anche aggiungere immagini di grandi dimensioni e collegamenti ad articoli o pagine di destinazione.

dark post facebook
Credits: @ExpertMarket

Perché continuare a usare i dark post nel 2019?

Diversi marketers non utilizzano i dark post perché credono che rappresentino solamente un altro modo –obsoleto– di sviluppare campagne in grado di promuovere differenti variazioni di annuncio al target prescelto.

E in parte questo è vero, ma c’è dell’altro.

La sostanziale differenza tra la creazione di post pubblicati e non pubblicati (dark post) è che nel caso dei post non pubblicati puoi usare lo stesso contenuto per più campagne.

Attenzione, con questo non intendiamo duplicazioni dello stesso annuncio, più o meno diversificate nei dettagli, ma lo stesso identico annuncio che hai creato una volta per tutte.

E questo annuncio raccoglierà un certo numero di interazioni, senza che queste si distribuiscano tra più variazioni.

Ciò ti permette di organizzare più campagne, impostate su differenti target, anche molto verticali tra loro, così da poter sperimentare lo stesso contenuto.

È possibile quindi valutare la risposta migliore senza generare duplicati, ma anzi raccogliendo dei feedback sullo stesso post.

E poi potrai pubblicarlo direttamente sulla tua pagina, al termine della campagna, così da esporlo al tuo target una volta potenziato a dovere attraverso le interazioni positive.

Ecco quindi, in poche parole, quali sono i benefici dei dark post su Facebook.

Non possiamo dire con certezza quali saranno i piani futuri di Facebook riguardo a questa tipologia di post, ma fino ad oggi siamo certi che essi rappresentino uno strumento davvero efficace nella tua strategia di social media marketing.

A volte il lato oscuro non è poi così oscuro.

Se ti è piaciuto il nostro articolo e vuoi ottenere altre informazioni a riguardo, o semplicemente hai bisogno di una consulenza per i tuoi profili social, contattaci compilando il form apposito.

Ilaria Marcio

Mi occupo di SEO e content marketing nella web agency di Milano Nextre Digital. Mi piace leggere e scrivere, anche nel tempo libero. Amo la natura, stare all'aria aperta e mi piace tenermi informata su tutte le tendenze del momento in fatto di moda e beauty.