COME PROMUOVERE PRODOTTI A BASE DI CBD - Nextre Digital

COME PROMUOVERE PRODOTTI A BASE DI CBD

Promuovere prodotti a base di CBD è una sfida non indifferente per le organizzazioni operanti in questo settore. Nonostante la legalizzazione di prodotti di cannabidiolo (CBD) stia raggiungendo sempre più stati, infatti, le resistenze nel marketing continuano ad essere importanti. Al fine di raggiungere consumatori interessati e non incorrere in problematiche legali, è bene conoscere le limitazioni presenti e sfruttare tutte le potenzialità dei nuovi strumenti di comunicazione digitali.

CBD: I FALSI MITI

Il CBD è un derivato estratto dalla canapa o dalle piantine di marijuana. Prodotto commestibile o terapeutico, non vanta una reputazione particolarmente positiva. A causa delle sue potenziali origini, il cannabidiolo è infatti associato alla droga e agli effetti dannosi che ne derivano.

Questa connotazione negativa che accompagna il prodotto non è in realtà giustificata. Il CBD è infatti presente in diversi prodotti per la cura del corpo ed è portatore di benefici a livello fisico. Esistono diversi oli terapeutici contenenti cannabidiolo che non presentano traccia di THC, la componente che causa le allucinazioni. Al contrario, questi fungono da antiinfiammatorio, proteggono le ossa e accelerano il recupero di fratture. Questi prodotti sono anche ottimi rimedi contro l’insonnia, la depressione e lo stress quotidiano.

PROMUOVERE PRODOTTI CBD: LE DIFFICOLTA’

Nonostante tutto, la cattiva reputazione precede i prodotti a base di cannabidiolo. Questo vuol dire che le aziende del settore non possono pubblicizzarli come normali prodotti acquistabili, ma devono rispettare alcuni criteri che limitano le possibilità di attirare potenziali consumatori.

I messaggi promozionali, ad esempio, non possono contenere indicazioni medico sanitarie: nonostante i benefici derivanti, infatti, solo un medico può consigliare CBD a scopi terapeutici. Vista la delicatezza del tema, ogni affermazione deve poi rimandare a una fonte ufficiale. Rispettare questi requisiti è importante al fine di evitare problematiche a livello legale.

Un’altra difficoltà deriva dall’impossibilità di sfruttare i servizi a pagamento e quindi gli strumenti di targhettizzazione. Google ADS e Facebook, infatti, non consentono alle aziende di pubblicizzare prodotti contenenti CBD, in quanto considerati alla pari di droga o derivati del tabacco. Google ADS, per essere precisi, non elimina a priori la funzione ma blocca più del 90% degli annunci di questo tipo.

Dal 2021 la situazione è leggermente cambiata e le aziende operanti in questo mercato hanno l’autorizzazione di pubblicizzare perlomeno alcuni oli per il corpo derivati dalla canapa, su Instagram e su Facebook. Rimane però il divieto di promuovere quelli ingeribili in generale e quelli derivati dalla cannabis. 

Attualmente non esiste una legge che vieta di pubblicare senza inserzioni a pagamento, ma i contenuti che trattano di queste tematiche sono penalizzati e hanno meno chance di visibilità.

CONSIGLI PER PUBBLICIZZARE PRODOTTI CBD

Promuovere prodotti che rientrano in questa categoria non è, però, impossibile. Il segreto sta nello sfruttare le potenzialità degli strumenti di comunicazione che abbiamo a disposizione. Il divieto di fornire indicazioni mediche non toglie la possibilità di mostrare gli effetti positivi sui social o creare contenuti educativi. I social media sono potenti strumenti di informazione che possono raggiungere audience molto estese.

Anche il sito web può diventare un mezzo di comunicazione indispensabile per arrivare facilmente alle persone interessate. Anche in questo caso è importante diffondere informazioni veritiere e parlare ai clienti con etica e trasparenza. Offrire loro un e-commerce, infine, è essenziale per permettere di acquistare comodamente i prodotti.

L’informazione, la trasparenza e l’etica devono quindi essere i fili conduttori di tutto il processo di promozione.

CONTENUTI PER LA PROMOZIONE

Ma quali contenuti proporre senza violare le restrizioni pubblicitarie?

Come già affermato, l’informazione è la chiave per sfatare i falsi miti che circondano questa fetta di mercato. Realizzare video o articoli sulla differenza tra cannabidiolo e marijuana è importante per cercare di separare quanto più possibile i due prodotti. La cattiva reputazione della prima e la diretta associazione tra le due è infatti la principale causa delle resistenze nei confronti del mondo del CBD.

Lo scopo dei contenuti deve essere quello di raccontare i vantaggi potenziali con trasparenza, proponendo ad esempio esperienze di chi ne ha fatto uso ed è rimasto soddisfatto. I clienti affezionati sono molto preziosi per le organizzazioni CBD, in quanto possono diventare ambasciatori del brand e contribuire a diffondere fiducia arrivando anche ai più scettici. L’offerta di un servizio pre e post-vendita di qualità deve quindi essere un elemento da valorizzare e per il quale investire tempo e risorse, in quanto influisce indirettamente sulla promozione del marchio.

PRESENZA MULTICANALE E POSIZIONAMENTO ORGANICO

Per promuovere un business legato al mondo del CBD è importante cogliere le opportunità offerte dalle diverse piattaforme web e costruire una presenza multicanale. Google e Facebook penalizzano i contenuti diminuendone la visibilità, ma questo non vuol dire che non è consentito lavorare su altri aspetti per migliorarla.

Primo tra tutti la SEO: ottimizzare i contenuti secondo i criteri di Google è il modo migliore per ottenere visibilità e raggiungere più facilmente gli utenti interessati. Posizionare il proprio sito web non vuol dire lavorare sui risultati a pagamento ma sulle ricerche organiche: intercettando le ricerche delle persone e offrendo loro informazioni di qualità, possiamo raggiungere i consumatori senza ricorrere alle inserzioni a pagamento. Il posizionamento richiede tempo e costanza ma è molto importante per riuscire a promuovere il proprio business.

In conclusione, nonostante le difficoltà evidenti, non è impossibile promuovere prodotti a base di CBD. Le aziende del settore devono trovare la giusta strategia per valorizzare gli strumenti che hanno a disposizione e raggiungere gli utenti con modalità alternative.

Mirko Cuneo